Dopo lo scetticismo manifestato dalla Commissione europea sulla possibilità di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, arrivano le prime risposte. Ieri è stato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble a ripetere di considerare utile l’applicazione di un simile prelievo fiscale in Europa.
Il membro del governo guidato da Angela Merkel ha tuttavia ammesso di considerare difficilmente raggiungibile un accordo a livello globale, e proprio per questo ha confermato di auspicare un impegno concreto da parte dei Paesi del Vecchi Continente: «Faremo di tutto affinché possa essere introdotta, per lo meno tra gli Stati che adottano la moneta unica», ha annunciato.
Ieri erano trapelati i contenuti di un documento della Commissione, che si è dimostrata scettica, considerando la tassa sulle transazioni finanziarie facilmente eludibile e potenzialmente in grado di incrementare i costi dei finanziamenti di cui necessitano governi ed imprese. Il rapporto sarà discusso dai ministri delle Finanze dei Paesi membri dell’Ue martedì prossimo a Bruxelles, in occasione del summit Ecofin. «Se non si deciderà per l’introduzione del prelievo fiscale - ha messo le mani avanti Schäuble - avremo gravi problemi nei bilanci pubblici già nel 2012». Secondo i calcoli dell’esecutivo tedesco, infatti, grazie alla tassa si potrebbe contare su un flusso di entrate pari a 2 miliardi di euro all’anno.