La Gran Bretagna insisterà con gli altri Paesi al fine di adottare un approccio comune, «basato sulle regole», in materia di bonus, e che riprenda i tratti di quello attualmente in vigore entro i propri confini. A dichiararlo è stato, ieri, il numero uno della Financial Services Authority, l’organismo che vigila sul sistema finanziario inglese, Adair Turner.
Fino ad ora - riferisce l’agenzia Bloomberg - in Europa solo la Francia e la Svizzera (oltre allo stesso Regno Unito) hanno imposto norme rigorose finalizzate ad evitare che le banche e gli altri istituti finanziari possano accordare premi eccessivi ai propri dipendenti. Molti altri Stati, dunque, non hanno applicato gli stessi principi, il che ha causato, secondo le autorità britanniche, uno squilibrio in termini di concorrenza. Una situazione che, fra l’altro, secondo Turner può creare problemi anche agli enti supervisori: «Se permarranno queste differenze anche in futuro, ciò costituirà una grande difficoltà nel momento in cui si vorranno regolare le attività delle compagnie transnazionali», ha sottolineato.
Di qui la richiesta di un’uniformità quanto più ampia possibile. Una posizione che, d’altra parte, è già stata sottolineato al G20 dello scorso aprile, e promossa anche dal Financial Stability Board: quest’ultimo il prossimo mese pubblicherà un rapporto nel quale analizzerà Stato per Stato se e in che modo siano state implementate le regole in materia di remunerazioni.
Tuttavia, non sarà facile trovare un accordo internazionale: lo dimostra la vicenda legata alle nuove regole da imporre ad hedge funds e società di private equity, sulle quali i ministri finanziari dell’Unione europea ancora non sono riusciti a trovare un accordo.